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Serpico

 
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Nella New York di fine anni sessanta, un giovane ed onesto poliziotto interpretato da un Al Pacino barbuto in grande forma (che qui vinse il suo primo Golden Globe) si trova a lavorare in una centrale dove ogni singolo collega è corrotto. Appena osa rifiutare la prima mazzetta avrà subito contro tutto il dipartimento che […]

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Posted 31 luglio 2015 by

 
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Nella New York di fine anni sessanta, un giovane ed onesto poliziotto interpretato da un Al Pacino barbuto in grande forma (che qui vinse il suo primo Golden Globe) si trova a lavorare in una centrale dove ogni singolo collega è corrotto.
Appena osa rifiutare la prima mazzetta avrà subito contro tutto il dipartimento che vedrà in lui una spia.
Il film piace molto a molte persone, pensate che il topolino di Er Monnezza di Tomas Milian si chiama, appunto, Serpico. A noi è parso un tantino lento: il regista Sidney Lumet aveva fatto molto di meglio in altri film come Quinto Potere o Quel pomeriggio di un giorno da cani.
Sarà che a noi Al Pacino ci piaceva più come “cattivo” in Il Padrino o supercattivo in Scarface, ma tutto qui scorre con cautela. Non manca all’intreccio una storia di amore che non ha nulla della scoppiettante disperazione di quella di Scarface. Lì Al Pacino era un personaggio di dubbio gusto, noi potevamo giudicarlo, sentirci migliori di lui e delle sue scelte kitsch, potevamo apprezzarlo per le palle quadrate che dimostrava nel parlare con tutti o impugnare un mitra e sfidare il mondo intero. Qui ci troviamo di fronte a un personaggio che ha sempre ragione, sa sempre qual è la cosa giusta da fare, non ha dubbi morali. Insomma, questo buono ci è risultato molto bidimensionale e non sfonda certo lo schermo.


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