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Posted 17 agosto 2015 by admin in Eventi
 
 

Expo Milano 2015: un viaggio intorno al mondo in 24 ore

Viale Principale
Viale Principale

E’ il mio turno ai tornelli d’ingresso. In tanti e per tanto tempo hanno parlato di questa esposizione universale, ma in verità non so bene cosa aspettarmi. Convalido il mio biglietto ed ecco: sono nell’Expo Milano 2015. Ad accogliermi un lungo viale la cui fine non si riesce a scorgere, e tante strane strutture che si susseguono. Mi dirigo verso una di queste e… in un attimo mi ritrovo catapultata in Nepal. Porticati in legno intagliato mi accompagnano nei templi di questa terra asiatica che, con il suo percorso espositivo, mi porta a conoscenza del successo della propria agricoltura di montagna, grazie alla quale ottengono da secoli prodotti biologici. Il tema di questa vetrina mondiale è infatti “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, un’attenzione all’alimentazione e alla nutrizione a cui ogni nazione partecipante ci si dedica proponendo idee e soluzioni che garantiscano cibo sano e sufficiente per tutti i popoli nel rispetto del Pianeta. Un fine nobile affrontato degnamente non da tutti i padiglioni presenti, dei quali a colpire maggiormente è la particolare architettura che contraddistingue ogni singolo Paese degli oltre 140 partecipanti. Un campo di fiori gialli incornicia la struttura in bambù e acciaio del paglione della Cina che ricorda al tempo stesso le montagne e lo skyline di Pechino, in un’unione tra natura e umanità riproposta nell’intero percorso interno in cui spicca, tra le altre cose, l’illustrazione della tradizionale cultura del tè. Due passi avanti e sono tra le dune degli Emirati Arabi, due altri ancora e mi trovo a passeggiare nel mezzo di un fresco bosco austriaco. Divento piccola nel grande cesto di foglie di palme secche tipico del Qatar e, passando attraverso il loro grande mercato di spezie e tatuaggi all’hennè, giungo nell’affascinante Giappone in cui, ombreggiata da migliaia di pezzi di legno incastrati tra loro, consumo un pranzo virtuale insieme ad una divertente compagnia nipponica. Il cibo reale è invece possibile trovarlo al di fuori dei percorsi illustrativi, nei piccoli bar/ristoranti associati ad ogni padiglione, che offrono pietanze tipiche a prezzi non proprio modici e talvolta in maniera disorganizzata. Più ampio spazio è dedicato invece alle specialità tipiche dell’alimentazione italiana, divise per regioni nell’area Eataly e distribuite in piccoli padiglioni, uno per ogni prodotto tipico del territorio, lungo l’asse del Cardo, che si incrocia con il viale principale. Non mancano i momenti divertenti, come attraversare il padiglione del Brasile camminando su una rete sospesa, o sentirsi delle api nel padiglione del Regno Unito passando prima da un frutteto, poi in un prato fiorito e infine entrando nell’alveare, così come non mancano passaggi emozionanti riscontrabili ad esempio nel padiglione del Kazakhstan, in cui viene raccontata la storia del Paese e dei suoi prodotti attraverso diverse tappe toccanti e coinvolgenti. Al di là del tema principale, il boom di emozioni positive viene dato dalla sensazione di aver fatto un giro intorno al mondo in un giorno solo, di averne assaporato le culture e averne apprezzato le diversità. Mettendo da parte le polemiche che ne hanno preceduto l’apertura, quest’anno abbiamo nel nostro Paese la possibilità di cogliere l’occasione di un piccolo grande viaggio che a parer mio vale la pena intraprendere.


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