ULTIMI POST
 

 

Alternative 4 – Anathema

 
Alternative 4 -Anathema
Alternative 4 -Anathema
Alternative 4 -Anathema

 
Overview
 

Argomenti:
 
Valutazione
 
 
 
 
 


User Rating
no ratings yet

 


Antemprima

(Peaceville Records – 1998) A dimostrazione che il metal può essere pura poesia, ecco Alternative 4. Quarto album degli Anathema, che sin dagli esordi non hanno voluto serrarsi in un solo genere, mostrandosi aperti a sfumature differenti in ogni album, passando dal doom/death metal al gothic rock, per arrivare allo sperimentale in questo disco, senza […]

0
Posted 9 luglio 2015 by

 
Full Article
 
 

(Peaceville Records – 1998)
A dimostrazione che il metal può essere pura poesia, ecco Alternative 4. Quarto album degli Anathema, che sin dagli esordi non hanno voluto serrarsi in un solo genere, mostrandosi aperti a sfumature differenti in ogni album, passando dal doom/death metal al gothic rock, per arrivare allo sperimentale in questo disco, senza mai deludere e anzi riuscendo ogni volta a stupire per la maestria con cui sono in grado di gestire ogni prova. Un disco introspettivo estremamente raffinato per i testi e per le sonorità, che elargiscono emozioni scavando nei meandri più profondi dell’anima.
Ad essere speciale è già il nome dell’album, ispirato ad un libretto intitolato Alternative 3 di Leslie Watkins, che rivelava verità sconvolgenti per l’intera umanità e forniva tre ipotetiche teorie per prevenire la distruzione del mondo. La band propone una quarta visione, forse non propriamente positiva, che giunge alla consapevolezza di un’esistenza inutile e dolorosa. Una sofferenza però descritta con un’eleganza disarmante.
I pezzi sono carichi di emotività, e lo si evince dalla prima traccia, Shroud of False, il cui testo paralizza con le sue brevi cinque frasi che è impossibile non riportare: “We are just a moment in time. A blink of an eye. A dream for the blind. Visions from a dying brain. I hope you don’t understand.” Già solo questo potrebbe bastare a provare la bellezza di cui sono capaci gli Anathema, ma l’album prosegue in meglio con Fragile Dreams, Empy e Lost Control che mostrano una sfiducia nella vita raccontata in un modo che rende quasi idilliaci sentimenti malinconici e dolenti. Comincia poi a farsi spazio un po’ di rabbia, anche se non mancano segnali di speranza, che sembra poi trasformarsi in rassegnazione con una meravigliosa Inner Silence davvero sognante. L’album si chiude con Destiny, decima traccia, che mostra una sorta di senso di accettazione sebbene sofferente, descritto anche in questo caso in modo eccezionale. In un re-lease del 2003 è stata aggiunta la cover di Goodbye Cruel World dei Pink Floyd, che chiude magistralmente il disco.
Ogni testo e ogni silenzio di questo album meriterebbe lunghe e attente descrizioni, ma la cosa migliore è chiudere gli occhi, abbandonarsi ad essi e dialogare con il proprio sentire interiore.


admin

 


0 Comments



Be the first to comment!


Leave a Response

(required)