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The Great Cold Distance – Katatonia

 
The Great Cold Distance - Katatonia
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(Peaceville Records – 2006) E’ notte. Le strade si vestono di nebbia, e la mente nuota nella malinconia. Situazione perfettamente evocata da The Great Cold Distance, il settimo album della band Katatonia, esperta nel creare questo tipo di atmosfere attraverso la proprio musica. Dodici tracce dalle sfumature musicalmente diverse ma in perfetta armonia tra loro, […]

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Posted 9 luglio 2015 by

 
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(Peaceville Records – 2006)
E’ notte. Le strade si vestono di nebbia, e la mente nuota nella malinconia.
Situazione perfettamente evocata da The Great Cold Distance, il settimo album della band Katatonia, esperta nel creare questo tipo di atmosfere attraverso la proprio musica.
Dodici tracce dalle sfumature musicalmente diverse ma in perfetta armonia tra loro, legate dal filo rosso dell’inquietudine. Ciò che da sempre caratterizza i Katatonia, infatti, è il tradurre in musica e parole il malessere legato alla condizione umana, da loro percepita come amara e angustiosa.
L’album si apre con Leaders, un brano che si presenta già di forte impatto grazie ai riff energici, un ritorno minimo alla screaming e un ritornello decisamente orecchiabile, a cui segue una riuscitissima Deliberation, che si addentra sempre più in un senso di oppressione e turbamento che grava sull’animo umano. Trascinante la voce di Jonas Renkse, perfetta narratrice del tormento espresso nei suoi brani.
Uno scenario struggente che accompagna anche le tracce successive del disco, come Soil’s Song e My Twin, che descrivono una crescente sensazione di isolamento dall’ambiente circostante e di totale smarrimento. Nonostante i testi della band svedese trasudino dolore, il suono che li accompagna è decisamente più aggressivo rispetto alla lentezza tipica del death/doom metal che ha caratterizzato i loro primi lavori. Una potenza che torna a manifestarsi nella parte centrale dell’album con brani come Increase e l’innovativa July. Il disco si chiude con The Itch e Journey Through Pressure in un’aura sognante, e una sensazione di abbandono e rassegnazione alla sofferenza insita nell’esistenza.
Perfetto compagno, questo disco, di chi trae quasi piacere dal delizioso vizio della paranoia.


admin

 


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