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Violator – Depeche Mode

 
Violator - Depeche Mode
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(Mute Records – 1990) Atmosfere gelide quelle sussurrate dai maestri del synth-pop nel loro settimo album, in cui sopravvivono i suoni sintetici utilizzati in precedenza, e diventati caratteristica peculiare del gruppo, e un blues-rock che li ha portati alla fama internazionale. Violator rappresenta infatti uno dei dischi di maggior successo dei Depeche Mode, nonostante la […]

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Posted 31 luglio 2015 by

 
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(Mute Records – 1990)
Atmosfere gelide quelle sussurrate dai maestri del synth-pop nel loro settimo album, in cui sopravvivono i suoni sintetici utilizzati in precedenza, e diventati caratteristica peculiare del gruppo, e un blues-rock che li ha portati alla fama internazionale. Violator rappresenta infatti uno dei dischi di maggior successo dei Depeche Mode, nonostante la tensione interna al gruppo dovuta in particolar modo ai problemi di droga e depressione del cantante Dave Gahan. L’album si rivela un portento per le emozioni che riesce a trasmettere con l’alternanza dell’elettronica a riff travolgenti che hanno reso epici alcuni pezzi, sebbene siano validissime tutte le nove tracce contenute nel disco. Con World In My Eyes, che apre l’album, i Depeche Mode invitano a seguirli in un viaggio intorno al mondo, il loro mondo, in un clima cupo e tenebroso che accompagnerà il disco fino alla sua ultima nota. Nella seconda traccia poi, Sweetest Perfection, così come nella penultima Blue Dress, la voce non è di Gahan ma di Gore, chitarrista che si occupa anche dei campionamenti. A proposito dell’ultimo pezzo citato, interessante è la ghost track che parte dal minuto 4:18. Diventata popolare, Personal Jesus è stato il primo singolo estratto dall’album, e ha riscosso un notevole successo con il suo rock blues trascinante sempre unito all’elettronica. Il testo utilizza la fede e la religione come metafora e, a detta di Gahan, parla di come chiunque possa rappresentare un “Dio”, una speranza, avere una certa importanza per qualcun altro, soprattutto in ambito amoroso. Altro pezzo forte è Enjoy The Silence, secondo singolo estratto, vincitore del premio Brit Awards nel 1991 come miglior singolo britannico. Un invito a godere delle emozioni più che a soffermarsi sulle parole e sul loro futile utilizzo, perché mentre le prime restano le seconde sfuggono e possono far male. The Policy Of Truth, settima traccia del disco, coinvolge anch’essa per la melodia orecchiabile, e a chiudere l’album è Clean. Tra il drammatico e una sensazione di speranza e di rinascita, questo pezzo fa pensare ad un ipotetico testo autobiografico del cantante, che cerca di ripulire la sua vita dopo aver attraversato un periodo buio.
L’eredità dark e post-punk unita all’elettronica, rendere Violator un disco dal fascino indiscutibile.


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